Archive for Maggio 29th, 2008

Preparare un terreno … per la salute…. (parte quarta)

In realtà nell’antichità l’arte è sempre stata considerata
un mezzo per contattare se stessi e per aprirsi alla vita.
E’ una mistificazione moderna quella che vede
l’artista staccato dal resto della gente, considerato
come unico possessore della capacità di contattare il vero, l’assoluto, il bello.

Ognuno di noi è portatore di bellezza e di capacità artistiche.
Ognuno di noi possiede un fuoco sacro.
Alcuni sentono il bisogno di manifestare per gli altri questo fuoco,
di cantare o di recitare in teatro, per esempio,
per altri è una funzione da vivere solo a livello personale
ma per ognuno di noi fare arte, a qualsiasi livello, è salutare, piacevole, vitale:
uno degli aspetti dell’essere umano che da troppo tempo è misconosciuto
e che necessita, per il bene della nostra società stessa,
di essere riportato al suo giusto posto.

Pensate a quanta energia vitale è sprecata nella nostra cultura,
anche se ormai lo consideriamo normale: quanti, per alzarsi la mattina
e accettare quello che li aspetta durante la giornata,
hanno bisogno dell’aiuto di uno psicofarmaco?

E quei giovani, e sono tanti, che per passare il loro tempo libero
si picchiano e si fanno del male allo stadio, gli anziani che
non hanno saputo reinventarsi dopo la pensione e si trascinano
da una panchina all’altra dei giardini,
le persone (ormai senza limiti di età, persino adolescenti)
paralizzati dal “male di esistere”, dalla depressione che conducono
un ‘esistenza priva di significato per loro stessi?

Ho intenzione nei prossimi post di approfondire,
con la cura che merita, la metodologia e la storia
di Daniela Dolce e la sua personale esperienza.

Ciao

Eleonora