Archivio di ottobre 2008
Pensiero e Guarigione
Quello che abbiamo visto la volta scorsa
diventa fondamentale quando si tratta di affrontare
una malattia o un malessere.
Il nostro atteggiamento nei confronti del male,
della malattia, e del disagio sono fondamentali.
Non siamo osservatori senza nessuna influenza
su quello che accade.
Quello che ci accade o come reagisce il nostro corpo
è profondamente influenzato da quello che pensiamo.
In poche parole, NON PUOI GUARIRE, se non pensi di poterlo fare,
se non sei sicuro che quello è il tuo destino.
Diciamolo meglio: Puoi guarire solo
se hai delle buone immagini nella mente,
dei buoni pensieri su di te, sulla vita,
e sul tuo futuro.
Se dentro di te c’è paura, o brutte immagini riguardo al tuo futuro,
hai ben poche speranze di liberarti del tutto
del tuo malanno, e aumentano a dismisura quelle che i
medici definiscono le malattie “croniche” quelle cioè con le
quali bisogna imparare a convivere.
Il post prosegue la prossima volta,
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Un bacio a tutti
Eleonora
Le radici dello stare bene e il benessere
Proseguo ora il post precedente facendo notare
un aspetto diciamo così,
minore rispetto alla spiritualità vera e propria,
ma che dovresti tenere presente,
(e lo dovrebbe ogni buon genitore).
Quello che voglio dire riguarda l’attenzione che dobbiamo porre
quando scegliamo quello che alimenta
e nutre la nostra interiorità, la parte più sottile di noi.
La nostra interiorità deve appunto essere nutrita.
Ma questo passaggio così importante normalmente viene
gestito affidandosi semplicemente al caso,
perché facciamo decidere a chi vende cose costruite non per
la qualità della vita ma per regalare qualche brivido e
cioè ai produttori di beni di intrattenimento, perché
di questo si tratta, di intrattenimento.
In Medicina Tradizionale Cinese si dice “nutrire lo yin”,
ed è una cosa di difficile traduzione ma vuol dire che
per alimentare la parte notturna, femminile, passiva, ecc.
di cui ovviamente tutti noi siamo fatti,
abbiamo bisogno di cose belle, di colore, di armonia,
di cose edificanti, pensieri che rendono belli
chi li pensa e chi li frequenta.
Prova invece a pensare che cosa succede la sera al cinema
o alla televisione, quando ti bevi due ore di scene violente,
con omicidi, sangue, botte e pugni?
Situazioni frustranti sempre e comunque.
Il mattino dopo sei aperto alle meraviglie del mondo?
o ti aspetti il peggio da tutti e per tutti?
Se non ti capita nulla di negativo, tu comunque
vivi fisiologicamente e mentalmente, l’esperienza della
frustrazione, della violenza, della ingiustizia, della impotenza,
o almeno di vivere in una società dove
si è destinati alla frustrazione.
Anche dal punto di vista biochimico possiamo immaginare
che il nostro organismo necessariamente comincerà a
secernere ormoni e sostanze tipiche delle situazioni di
allarme e che ci preparano alla difesa e alla fuga.
E poi ci dormiamo sopra.
Forse varrebbe la pena di rifletterci un attimo:
Tu che ne pensi?
Ciao
Un caloroso abbraccio
Eleonora
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