Dal Dolore al Benessere
Continuo il discorso iniziato nel post precedente.
Ho già detto che dai 18 ai 20 anni, più o meno, ho sofferto in modo terrificante di dolori al collo e a tutta la zona cervicale da non sapere come fare.
Sono arrivata a dover rimanere bloccata a letto per intere giornate.
Rimanere a letto per il dolore voleva dire che non potevo alzarmi, non potevo stare in piedi,
non potevo girarmi.
Quello che invece voglio sottolineare in questo articolo è il fatto che per la mia rigidità
si cercava solo una causa fisica.
La causa fu chiamata ‘Artrosi‘.
Il dolore era talmente forte e mi bloccava così tanto che pensarono che l’artrosi
fosse arrivata, nonostante l’età, a dei livelli gravissimi.
Il medico, l’ultimo che consultai dopo tante peregrinazioni, mi disse che dovevo
ben preoccuparmi per il mio futuro, perché se ero messa così adesso chissà
cosa mi aspettava con il progredire degli anni.
Insomma vedeva ben poche possibilità di miglioramenti sul momento,
e in pratica un ben triste futuro.
Grazie al cielo avevo non solo 20 anni ma anche un carattere portato istintivamente
a non prendere per buono qualcosa soltanto perché va bene a tutti
o perché è dispensato da una qualche autorità.
Quei discorsi non mi toccavano.
Non so come dire ma non li sentivo calzanti per me.
A livello razionale non avevo nulla da argomentare e non sapevo dove
avrei trovato la soluzione, ma di fatto non mi sentivo gravemente malata di artrosi.
Mi limitai a fare silenzio, anche dentro di me, e a iniziare a girare
e a bussare alle porte più diverse.

Alla fine la soluzione la trovai e fu proprio come desideravo.
Ovviamente non sono qui per raccontare delle barzellette,
e quindi preciso subitoche il tutto non è assolutamente
avvenuto come nelle magie della fata di Cenerentola.
Però è stato bello, come ogni volta che si fa una
ricerca appassionante, ogni volta che si fa qualcosa
che non si può fare a meno di fare, perché è dentro di te,
perché è un’esigenza superiore a qualsiasi altra che la vita
o i ragionamenti razionalie apparentemente giudiziosi
ti mettono di fronte.
L’esigenza di fare quella certa cosa nasce dentro di te.
Così, senza neanche rendermene conto ho iniziato una ricerca fatta con profonda passione e profondo coinvolgimento.
Anche se sono sicura che i miracoli avvengono, e avvengono più spesso di quanto
siamo disposti ad ammettere, nel mio caso il dolore, fortissimo e
a quel punto invalidante se fosse continuato, è sparito e si è dissolto semplicemente
cambiando certi modi di fare quotidiani, certe abitudini ed eliminato molta
di quella che potremmo definire, per intendersi, inconsapevolezza corporea
e adottando dei semplici esercizi, addirittura neanche quotidiani,
ma da fare sicuramente al momento giusto.
Mentre lavoravo per mantenere il mio collo in una condizione più elastica, meno rigida,
e quindi meno soggetta a quello che veniva definito “torcicollo” e poi dolore cervicale,
pensavo che avrei comunque dovuto convivere con tutto quel dolore, e tutto il lavoro
mi avrebbe soltanto permesso di non cadere vittima delle forme più dolorose
di attacchi e di rigidità.
Alla fine invece, senza che neanche me ne rendessi conto il problema si è dissolto.
Dove era finita l’artrosi, la grave degenerazione dei tessuti ossei?
In pratica avevo imparato piano piano, facendo corsi e lavorando assiduamente
sia a livello fisico che teorico che corpo e mente sono la stessa cosa.
O se preferisci, sono due facce della stessa medaglia e si influenzano reciprocamente.
Questa è sicuramente una grande verità che occorre tener presente ogni volta
che si inizia un percorso di guarigione.
Ma questo argomento del corpo-mente è un altro grande capitolo.
Seguimi nel prossimo post.
Ti auguro tutto il meglio possibile
Ciao
Eleonora
Cosa è la “CERVICALE”?

Oggi voglio parlare del dolore al collo, o
cervicalgia, come spunto per iniziare una carrellata di
articoli sull’idea, diversa di quella comunemente accettata,
di salute e benessere.
La salute e il benessere sono il risultato di scelte
ben definite, di pratiche e di buone abitudini.
Ci sono sempre mille cose che tu puoi fare per stare meglio.
Però vediamo di andare oltre le regole generali
e di parlare più in dettaglio.
Comincerò con la mia esperienza.
La mia personale esperienza
Dai 18 ai 20 anni, più o meno, ho sofferto
in modo terrificante di dolori al collo
e a tutta la zona cervicale da non sapere come fare.
David De Angelis “Integrazione psico-corporea e nuove frontiere dello Stretching”
Tratto dal libro Power-Flex Stretching
David De Angelis © 2007 Sandro Ciccarelli editore.
www.powerflexsystem.com
“Essere è lo stato di vita del corpo.
Più il corpo è vivo, più è grande l’essere.
La potenzialità dell’essere è ridotta in tutte le tensioni croniche
che limitano la motilità del corpo, che ne diminuiscono la respirazione
e ne bloccano l’espressività, ed è accresciuta ogni volta
che ci permettiamo di sentire profondamente ed esprimere
le nostre sensazioni in modo adatto”.Alexander Lowen
——
Secondo Alexander Lowen, il padre della Bioenergetica,
il corpo fisico è la somma, la risultante,
l’espressione del proprio Io interiore, del nostro carattere,
del nostro intimo modo di essere,
delle nostre paure, dei nostri più intimi desideri.
Il nostro fisico, in un certo senso è il nostro biglietto da visita,
la nostra carta topografica: non solo le cicatrici fisiche
mostrano i segni del nostro passato.
Paure, desideri, qualità mentali e spirituali vengono espresse dal corpo;
a mano a mano, queste che inizialmente erano sporadiche
manifestazioni fisiche,
si consolidano col tempo in atteggiamenti fisici che,
gradatamente, si somatizzano nel proprio corpo
creando personali segni distintivi, espressioni personali
del nostro carattere, del nostro modo di essere.
In questo senso il nostro corpo è “la mappa” della nostra anima.
In un certo senso, considerando l’intima connessione corpo-mente,
come atteggiamenti mentali creano e modificano il nostro corpo
dandogli una propria impronta, nello stesso modo, comprendendo
e modificando certi atteggiamenti corporei si può giungere a modificare
l’anima di un individuo; questa è la ragione delle tecniche psicoanalitiche
basate sulla Bioenergetica, questo è lo scopo più nobile dello sport:
superare le proprie barriere psico-fisiche, innalzare il proprio spirito
a gradi più elevati di Consapevolezza, temprare il proprio Io
nel fuoco della sconfitta e della vittoria, nel dolore fisico
e nella più alta espressione della nostra personalità,
sintesi di qualità mentali e spirituali.
Accettando come valida la teoria Bioenergetica
si aprono nuovi orizzonti.
“Lavorando” sul corpo si può letteralmente plasmare l’anima
di una persona. L’atleta che trova il punto di equilibrio in una planche
a braccia tese o in una squadra, è probabile (ma non è scontato)
che abbia trovato il punto di equilibrio anche nella vita.
Un disabile che riesce ad equilibrare e migliorare la propria topografia muscolare può non solo migliorare
Secondo Articolo di De Angelis, ancora su Salute e Benessere
Nel secondo articolo di David De Angelis,
che pubblicherò nel prossimo post,
David de Angelis ci parla ampliando ulteriormente
i concetti espressi in “Come Sono Guarito dalla Miopia”
Quello che valeva per gli occhi vale per tutto l’organismo umano.
Si può recuperare, migliorare, affinare, perfezionare.
Quello che conta è la tua determinazione e il fatto che ci credi.
Quasi alla fine del libro sono riportate delle domande tecniche,
e ad un ragazzo che gli chiede se potrà mai fare la spaccata frontale
risponde con dovizia di particolari tecnici, ma alla fine
mi è piaciuta una frase che rispecchia moltissimo quello che
voglio comunicare con questo lavoro:
“Ebbene,…., se mai credi in quello che fai nella vita e se mai ti si presenti
una ‘via di uscita’ almeno PROVA ad utilizzarla!
Vai oltre questo dilagante senso d’impotenza che regna in giro.” (pag. 213)
E’ certo solo un particolare, ma vuol dire molto.
Siamo figli (o meglio direi sudditi ammutoliti) della Grande Madre Scienza,
e in suo onore siamo abituati a non farci più domande, a non avere
più dubbi. Il che purtroppo troppo spesso porta alla fatidica frase:
“….non c’è nulla da fare…”.
Troppo spesso quindi arriviamo a credere che NON POSSIAMO MAI
superare certi limiti, che NON POSSIAMO fare questo o quello,
che qualcosa NON E’ REALISTICO ecc., ecc..
Invece il discorso sulla salute è assolutamente falso se non mira
ad insegnarti e a farti scoprire LA TUA VERA FORZA, le tue reali capacità
sia nell’intenzione e nella motivazione, ma soprattutto nelle
REALI POSSIBILITA’ DEL CORPO DI RECUPERARE, DI MIGLIORARE
DI TORNARE INDIETRO SU QUELLA STRADA CHE HA PORTATO ALLA MALATTIA.
Il nostro corpo è elastico, morbido si può rimodellare, come abbiamo visto.
E così come anche David ci fa l’esempio, anche il corpo del disabile
è aperto a recuperare, a imparare cose che per altri possono essere scontate,
ma che possono essere comunque conquistate.
E non bisogna dimenticare che il corpo è anche ricco di risorse
e di quelli che in definitiva sono dei veri e propri sistemi di back-up.
Sissignori, c’è una memoria genetica, degli schemi sul corpo
che possono essere opportunamente stimolati
e a cui il corpo può riconformarsi.
Pensa ad esempio alla Tecnica Metamorfica e alla Cromopuntura.
Sono tutte tecniche che sono in grado di andare a stimolare quelli
che in poche parole sono i progetti genetici originali del corpo
per riportarlo sulla retta via.
Di queste però avremo modo di riparlarne,
a lungo in seguito, perchè è il mio interesse principale.
Adesso un grande Ciao
Un abbraccio
e un Augurio
per me di esserti in qualche modo di aiuto o di ispirazione
e per te di riuscire in tutti i tuoi progetti.
Il prossimo articolo sarà ancora di David De Angelis.
Eleonora
DAVID DE ANGELIS: “Il Business della vista. Come uscire dagli ingranaggi dell’industria ottica”
“Il Business della vista.
Come uscire dagli ingranaggi dell’industria ottica”
di David De Angelis
http://www.powervisionsystem.com
Stanco, frustrato e con un paio di cento euro in meno nelle tasche, torni a casa e dici che l’Ottico ti ha appena riscontrato un lieve peggioramento nella miopia e così hai dovuto ordinare un nuovo paio di lenti negative, con la rassicurazione che prima o poi il difetto si sarebbe stabilizzato.
La storia, purtroppo in questo caso, si ripete. La tua mente corre indietro, in un passato più o meno lontano, quando riuscivi a vedere bene o, nonostante il tuo allora leggero difetto visivo, riuscivi tranquillamente a fare a meno degli occhiali e delle lenti a contatto. I tuoi sentimenti ed i tuoi pensieri sono ora pieni di frustrazione, una frustrazione che accompagna sempre i sentimenti di impotenza di fronte a qualcosa che si reputa più forte di noi ed “ineluttabile”, come il progressivo peggioramento della visione.
Ma quanto c’è di vero in questa storia? Quanto questa presunta “ineluttabilità fisiologica” nel peggioramento della visione si affianca alla realtà vera del comportamento e adattamento degli occhi nel corso dell’esistenza dell’individuo? Leggi il resto di questo articolo »
Su “Natiperesserefelici” due articoli di David De Angelis

Sono sempre stata un’accanita sostenitrice
delle possibilità di guarire o migliorare
le proprie condizioni di salute
attraverso l’utilizzazione sapiente
delle capacità di auto-guarigione del corpo.
Le capacità di auto-guarigione del corpo sono
la grande scoperta (e riscoperta) del nostro secolo.
In questo periodo storico stiamo lavorando
alla loro diffusione su vasta scala
e anche ovviamente, alla loro specializzazione.
Tantissimi sono gli studiosi e i ricercatori che
lavorano in questo campo e i dati e i risultati pratici positivi
cui sono arrivati, sono decisamente confortanti:
le possibilità che abbiamo di modificare ogni nostra
condizione di disagio o malessere in modo naturale e spontaneo
sono innumerevoli.
Qui voglio rilevare una grande legge della medicina naturale:
il corpo è in grado sempre, se opportunamente stimolato,
sfruttando quindi le sue caratteristiche naturali,
di tornare indietro, cioè di ripercorrere all’indietro
la strada che lo ha portato alla malattia, ovverosia di guarire.
E questa è la sola, la vera e unica guarigione!
Un esempio straordinario che ci conferma questa prospettiva
è il lavoro e l’esperienza di David De Angelis,
che con il suo libro “Come Sono Guarito dalla Miopia“
è un metodo da studiare non solo per chi vuole impararlo per metterlo in pratica,
ma anche per chi vuole impratichirsi con questa nuova prospettiva
secondo la quale guarire si può, sempre,
e non si è mai inesorabilmente condannati
a un progressivo e inesorabile peggioramento.
Neanche nelle malattie più gravi, o in quelle degenerative:
puoi sempre arrestare o migliorare un processo o qualcosa che non va.
Partito da una motivazione personale,
(liberarsi dalla schiavitù degli occhiali)
David è arrivato a risolvere il problema, completamente.
Trovo la sua ricerca semplicemente entusiasmante;
così l’ho contattato e lui, con grande disponibilità
mi ha inviato due suoi articoli per il mio blog.
Così con grande piacere te li riporto anche se,
per ragioni di spazio, è meglio che lo faccia nei prossimi post.
Ciaooooo
a presto
Eleonora


