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PostHeaderIcon 3. Impara a Rilassarti

Il contatto con la natura, i colori e la luce, sono energia per l'essere umano.

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Continua dai posts precedenti.

Il terzo  punto è:

3. Sembra una ripetizione ma non lo è, Impara a rilassarti.
E’ diverso che farsi fare un massaggio, o forse è il passaggio successivo.
Si tratta di imparare a tirare un sospiro di sollievo e nell’espirazione
riuscire a lasciare andare tutto, a liberarsi completamente.

Perché dobbiamo imparare a fare questo?

Perché non lo sappiamo proprio fare. E’ dannatamente difficile,
no anzi non si tratta di difficoltà, si tratta proprio di impossibilità
a capire cosa si deve fare. Quanto tutta la muscolatura è tenuta
su dalla tensione e dalla contrazione abituale  puoi soffiare quanto ti pare,
ma non espelli niente dal tuo organismo.

Per alcune persone quelle della distensione e del lasciar andare sono semplicemente
delle  sensazioni che non conoscono: direi che è arrivato il momento di conoscerle
e di introdurle nella vita di tutti i giorni. Il rilassamento è anche rilassamento mentale
e qui si apre un altro immenso capitolo.

Qui non credo a trucchetti e ad esercizi semplici semplici.
Non esistono.
Non ci sono scorciatoie o modi semplificati per arrivare a posizioni intermedie.

Qui o individui l’origine del dialogo interno e impari dei mezzi per fermarlo
o ne sei succube. L’unico modo di calmare la mente senza un aiuto
o una tecnica sarebbe quello di essere già calmi, di conoscere il contatto
diretto con la natura e di saper fare silenzio dentro di te a piacimento.
Invece non siamo abbiamo più, perché l’ abbiamo persa, questa capacità
e il dialogo interno ci consuma letteralmente. Non si ferma mai.

E’ un continuo confronto e  un continuo recriminare, contro noi stessi
per non essere all’altezza o contro qualcuno che può averci ferito.

Molto spesso siamo completamente persi in eventi del passato, magari
continuiamo una discussione in cui vorremmo aver avuto la meglio.

Il tutto comporta un dispendio di energia esagerato, ma anche
una pessima qualità di vita perché quello è il clima emozionale dentro di noi
e quello è il clima che ci portiamo dietro e che portiamo nel mondo.

Quello è ciò che diamo agli altri. Questo è sicuramente l’argomento più importante.

Avere un dialogo interno non controllato e lasciato alle motivazioni occasionali
ci porta ad offrire agli altri quella che io considero spazzatura emozionale.

Proprio così, spazzatura emozionale. Imparare a non scaricare spazzatura emozionale
su chiunque incontri nella tua giornata non è un bene solo per gli altri,
ma lo è soprattutto per te, che sei il primo a vivere nella spazzatura.

Il rilassamento è la base di partenza per ogni percorso, anche quello della guarigione.

Seguimi nei prossimi posts affronteremo i metodi migliori per rilassarsi fisicamente e mentalmente.

Alla tua Salute

Ciao

Eleonora

PostHeaderIcon 2. Metti Bene a Fuoco La Tua Salute

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Dopo aver dato nei posts precedenti una piccola lista di suggerimenti
contro i dolori e l’irrigidimento fisico per contrastare la sedentarietà
e indirizzarti con CONSAPEVOLEZZA verso il BENESSERE e la  SALUTE
penso di approfondire un po’ ogni punto, per dare anche degli esempi
che chiariscano il discorso.

I punti erano:

1. Trova un massaggiatore o una massaggiatrice
che ti faccia sentire a tuo completo agio.

2. Metti bene a fuoco tutta la tua salute.

3. Impara a rilassarti.

4. Muoviti.

5. Impara e tieni a mente 3 o 4 esercizi magici solo PER TE.

Vediamo il secondo.

2. Metti Bene a Fuoco La Tua Salute.

Per identificare il tuo vero problema, ciò che sta alla radice di tutto,
devi rispondere ad una domanda per la quale magari avrai bisogno
di un po’ di tempo e di attenzione, ma che puoi cercare con calma.

Non sempre la risposta è lì pronta.

Hai dovuto creare tutto quel malessere e quel disagio per affrontare la situazione.
Sii paziente con te stesso.
Scoprire l’arte del rilassamento serve anche a questo,
a capire un po’ di più di noi stessi.
La cosa che devi mettere a fuoco è la causa reale del tuo dolore.
Il collo in Medicina Cinese corrisponde al fegato che è
l’organo che controlla la rabbia, la     in generale.
Quanta rabbia c’è in te? Quanta rabbia usi per affrontare la tua giornata?

A volte la rabbia serve proprio
per trovare semplicemente la carica per affrontare la giornata.

Tieni ben presente che sono aumentati i nostri impegni, le difficoltà,
i “must”, gli esami e le verifiche del nostro lavoro ma non abbiamo
mai avuto un momento (a scuola, all’università, dal medico, dal prete)
deputato ad imparare a creare quel piccolo spazio per noi e dentro di noi
dove trovare una piccola pausa, mentale e fisica.

Direi che è proprio una carenza culturale.

Il piacere (e il rilassamento connesso) per noi è associato
con il consumo di beni o di cibo. Oggi invece dobbiamo imparare
a rilassare la muscolatura di tutto il corpo e (ancora più fondamentale) a rilassare la mente.
La domanda utile che ti puoi porre è sempre la stessa e più che una frase
mi viene da spiegarla così: cerca di capire dove sei lungo la strada della tua vita.

Di cose che non sono come vorremmo, ce ne sono tante, ma qual è quella che
“ti rode proprio adesso?” o che ti costa una fatica sproporzionata a mandarla avanti?
A volte c’è proprio bisogno di eliminare qualcosa o qualche impegno
che sulla carta sembrava molto meno impegnativo di quello che si è poi rivelato in realtà.

Iniziare a fare questo lavoro di “pulizia” è una delle cose più utili
e più gratificanti (quando hai iniziato però, non prima) che ci siano.

Al tuo benessere
Eleonora

PostHeaderIcon Troppe Certezze sulla Salute

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Spero sinceramente che queste note siano fonte di ispirazione per te che stai leggendo.

Non le considerare solo cose private.

C’è un tale fraintendimento nella conoscenza del nostro corpo e delle sue potenzialità che è assolutamente necessario portare un pò di chiarezza e allargare quei confini ormai troppo ristretti che regolano il nostro rapporto con la salute.

Mi è stata diagnosticata una artrosi cervicale gravissima a 20 anni.

Nonostante tutti i pronostici mi sono ben presto liberata del fastidio, sono guarita e oggi a 46 anni posso confermare che il tempo e l’età non c’entrano nulla con la cattiva salute.

Ecco un’altra legge bellissima della medicina naturale.
L’avanzare degli anni e l’età non sono mai, mai, la causa di cattiva salute.

L’eguaglianza vecchiaia = acciacchi e malattia non esiste (almeno in natura).

Esiste la trasformazione, il cambiamento. Ma la salute è un diritto di tutti.

La cattiva salute è solo carenza di cura. Curati e guarirai. A qualunque età.

L’artrosi è una grave degenerazione dei tessuti che non può guarire.

Forse, nel mio caso, non era GRAVE come dicevano o forse NON C’ERA affatto artrosi nel mio tratto cervicale.

Forse quantificare partendo dai sintomi, da quanto una persona si lamenta o sta male non è proprio oggettivo come vogliono farci credere.

Come si quantifica la gravità di un caso di artrosi?

Diciamo la verità: i raggi e tutti gli esami non sono in grado di permetterci di quantificare oggettivamente un fenomeno. Più di tanto non si vede.

Penso che abbia ragione chi sostiene che i risultati degli esami non sono conosciuti quanto si crede o meglio che ancora si sta semplicemente facendo esperienza per arrivare a imparare a leggerli ed a interpretarli correttamente.

Ad esempio un medico che applica il metodo Di Bella per i malati di tumore mi spiegava anni fa che spesso gli esami  non sono letti bene.

Io ero da lui per una signora mia parente e che aveva un tumore al fegato.

Lui mi fece vedere la prima ecografia che le era stata fatta e che stata considerata negativa, in realtà tale non era.

Se la si osservava attentamente si poteva scorgere un puntolino nero nel punto esatto dove ora c’era il grosso tumore che stavamo cercando di curare. Il puntolino era talmente minuscolo da passare inosservato da chi non conosceva o non aveva preso in considerazione l’importanza di segni anche minimi.

“Vede” mi spiegava ” Se si fosse saputo leggere questo minuscolo segno, sarebbe stato uno scherzo curarlo, preso così all’inizio”.

Questo per dire che chiunque assuma anche qualche informazione in più aggiungendo un’ottica ulteriore oltre quella ordinaria, in questo caso il metodo Di Bella, spesso acquisce la possibilità di fare confronti e di avere conoscenze maggiori rispetto all’atteggiamento comune di dare per scontato che la scienza abbia già raggiunto il massimo dell’efficienza e delle conoscenze.

Non basta la tecnologia, dobbiamo anche imparare ad usarla.

Se impareremo ad usare insieme la tecnologia e la capacità umana di valutare e contattare l’essere umano ammalato che si ha di fronte, potremo assicurarci il benessere e la salute a cui tanto aspiriamo.

Un abbraccio

Eleonora.

PostHeaderIcon Dal Dolore al Benessere

images3Continuo il discorso iniziato nel post precedente.

Ho già detto che dai 18 ai 20 anni, più o meno, ho sofferto in modo terrificante di dolori al collo e a tutta la zona cervicale da non sapere come fare.

Sono arrivata a dover rimanere bloccata a letto per intere giornate.

Rimanere a letto per il dolore voleva dire che non potevo alzarmi, non potevo stare in piedi,
non  potevo girarmi.

Quello che invece voglio sottolineare in questo articolo è il fatto che per  la mia rigidità
si cercava solo una causa fisica.

La causa fu chiamata ‘Artrosi‘.

Il dolore era talmente forte e mi bloccava così tanto che pensarono che l’artrosi
fosse arrivata, nonostante l’età, a dei livelli gravissimi.

Il medico, l’ultimo che consultai dopo tante peregrinazioni, mi disse che dovevo
ben preoccuparmi per il mio futuro, perché se ero messa così adesso chissà
cosa mi aspettava con il progredire degli anni.

Insomma vedeva ben poche possibilità di miglioramenti sul momento,
e in pratica un ben triste futuro.

Grazie al cielo avevo non solo 20 anni ma anche un carattere portato istintivamente
a non prendere per buono qualcosa soltanto perché va bene a tutti
o perché è dispensato da una qualche autorità.

Quei discorsi non mi toccavano.
Non so come dire ma non li sentivo calzanti per me.

A livello razionale non avevo nulla da argomentare e non sapevo dove
avrei trovato la soluzione, ma di fatto non mi sentivo gravemente malata di artrosi.

Mi limitai a fare silenzio, anche dentro di me, e a iniziare a girare
e a bussare alle porte più diverse.

paesridimensi

Alla fine la soluzione la trovai e fu proprio come desideravo.

Ovviamente non sono qui per raccontare delle barzellette,
e quindi preciso subitoche il tutto non è assolutamente
avvenuto come nelle magie della fata di Cenerentola.

Però è stato bello, come ogni volta che si fa una
ricerca appassionante, ogni volta che si fa qualcosa
che non si può fare a meno di fare, perché è dentro di te,
perché è un’esigenza superiore a qualsiasi altra che la vita
o i ragionamenti razionalie apparentemente giudiziosi
ti mettono di fronte.

L’esigenza di fare quella certa cosa nasce dentro di te.

Così, senza neanche rendermene conto ho iniziato una ricerca fatta con profonda passione e profondo coinvolgimento.

Anche se sono sicura che i miracoli avvengono, e avvengono più spesso di quanto
siamo disposti ad ammettere, nel mio caso il dolore, fortissimo e
a quel punto invalidante se fosse continuato, è sparito e si è dissolto semplicemente
cambiando certi modi di fare quotidiani, certe abitudini ed eliminato molta
di quella che potremmo definire, per intendersi, inconsapevolezza corporea

e adottando dei semplici esercizi, addirittura neanche quotidiani,
ma da fare sicuramente al momento giusto.

Mentre lavoravo per mantenere il mio collo in una condizione più elastica, meno rigida,
e quindi meno soggetta a quello che veniva definito “torcicollo” e poi dolore cervicale,
pensavo che avrei comunque dovuto convivere con tutto quel dolore, e tutto il lavoro
mi avrebbe soltanto permesso di non cadere vittima delle forme più dolorose
di attacchi e di rigidità.

Alla fine invece, senza che neanche me ne rendessi conto il problema si è dissolto.

Dove era finita l’artrosi, la grave degenerazione dei tessuti ossei?

In pratica avevo imparato piano piano, facendo corsi e lavorando assiduamente
sia a livello fisico che teorico che corpo e mente sono la stessa cosa.

O se preferisci, sono due facce della stessa medaglia e si influenzano reciprocamente.

Questa è sicuramente una grande verità che occorre tener presente ogni volta
che si inizia un  percorso di guarigione.

Ma questo argomento del corpo-mente è un altro grande capitolo.

Seguimi nel prossimo post.

Ti auguro tutto il meglio possibile

Ciao

Eleonora

PostHeaderIcon Cosa è la “CERVICALE”?

Il dolore al collo può estendersi alla schiena

Oggi voglio parlare del dolore al collo, o
cervicalgia, come spunto per iniziare una carrellata di
articoli sull’idea, diversa di quella comunemente accettata,
di salute e benessere.

La salute e il benessere sono il risultato di scelte
ben definite, di pratiche e di buone abitudini.

Ci sono sempre mille cose che tu puoi fare per stare meglio.
Però vediamo di andare oltre le regole generali
e di parlare più in dettaglio.
Comincerò con la mia  esperienza.

La mia personale esperienza

Dai 18 ai 20 anni, più o meno, ho sofferto
in modo terrificante di dolori al collo
e a tutta la zona cervicale da non sapere come fare.

Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon Secondo Articolo di De Angelis, ancora su Salute e Benessere

Nel secondo articolo di David De Angelis,
che pubblicherò nel prossimo post,

David de Angelis ci parla ampliando ulteriormente
i concetti espressi in “Come Sono Guarito dalla Miopia”
Quello che valeva per gli occhi vale per tutto l’organismo umano.

Si può recuperare, migliorare, affinare, perfezionare.
Quello che conta è la tua determinazione e il fatto che ci credi.

Quasi alla fine del libro sono riportate delle domande tecniche,
e ad un ragazzo che gli chiede se potrà mai fare la spaccata frontale
risponde con dovizia di particolari tecnici, ma alla fine
mi è piaciuta  una frase che rispecchia moltissimo quello che
voglio comunicare con questo lavoro:

Ebbene,…., se mai credi in quello che fai nella vita e se mai ti si presenti
una ‘via di uscita’ almeno PROVA ad utilizzarla!
Vai oltre questo dilagante senso d’impotenza che regna in giro.” (pag. 213)

E’ certo solo un particolare, ma vuol dire molto.

Siamo figli (o meglio direi sudditi ammutoliti) della Grande Madre Scienza,
e in suo onore siamo abituati a non farci più domande, a non avere
più dubbi. Il che purtroppo troppo spesso porta alla fatidica frase:
“….non c’è nulla da fare…”.

Troppo spesso quindi arriviamo a credere che NON POSSIAMO MAI
superare certi limiti, che NON POSSIAMO fare questo o quello,
che qualcosa NON E’ REALISTICO ecc., ecc..

Invece il discorso sulla salute è assolutamente falso se non mira
ad insegnarti e a farti scoprire LA TUA VERA FORZA, le tue reali capacità
sia nell’intenzione e nella motivazione, ma soprattutto nelle
REALI POSSIBILITA’ DEL CORPO DI RECUPERARE, DI MIGLIORARE
DI TORNARE INDIETRO SU QUELLA STRADA CHE HA PORTATO ALLA MALATTIA.

Il nostro corpo è elastico, morbido si può rimodellare, come abbiamo visto.

E così come anche David ci fa l’esempio, anche il corpo del disabile
è aperto a recuperare, a imparare cose che per altri possono essere scontate,
ma che possono essere comunque conquistate.

E non bisogna dimenticare che il corpo  è anche ricco di risorse
e di quelli che in definitiva sono dei veri e propri sistemi di back-up.

Sissignori, c’è una memoria genetica, degli schemi sul corpo
che possono essere opportunamente stimolati
e a cui il corpo può riconformarsi.

Pensa ad esempio alla  Tecnica Metamorfica e alla  Cromopuntura.
Sono tutte tecniche che sono in grado di andare a stimolare quelli
che in poche parole sono i progetti genetici originali del corpo
per riportarlo sulla retta via.

Di queste però avremo modo di riparlarne,
a lungo in seguito, perchè è il mio interesse principale.

Adesso un grande Ciao

Un abbraccio

e un Augurio
per me di esserti in qualche modo di aiuto o di ispirazione
e per te di riuscire in tutti i tuoi progetti.

Il prossimo articolo sarà ancora di David De Angelis.

Eleonora

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