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Troppe Certezze sulla Salute

Spero sinceramente che queste note siano fonte di ispirazione per te che stai leggendo.
Non le considerare solo cose private.
C’è un tale fraintendimento nella conoscenza del nostro corpo e delle sue potenzialità che è assolutamente necessario portare un pò di chiarezza e allargare quei confini ormai troppo ristretti che regolano il nostro rapporto con la salute.
Mi è stata diagnosticata una artrosi cervicale gravissima a 20 anni.
Nonostante tutti i pronostici mi sono ben presto liberata del fastidio, sono guarita e oggi a 46 anni posso confermare che il tempo e l’età non c’entrano nulla con la cattiva salute.
Ecco un’altra legge bellissima della medicina naturale.
L’avanzare degli anni e l’età non sono mai, mai, la causa di cattiva salute.
L’eguaglianza vecchiaia = acciacchi e malattia non esiste (almeno in natura).
Esiste la trasformazione, il cambiamento. Ma la salute è un diritto di tutti.
La cattiva salute è solo carenza di cura. Curati e guarirai. A qualunque età.
L’artrosi è una grave degenerazione dei tessuti che non può guarire.
Forse, nel mio caso, non era GRAVE come dicevano o forse NON C’ERA affatto artrosi nel mio tratto cervicale.
Forse quantificare partendo dai sintomi, da quanto una persona si lamenta o sta male non è proprio oggettivo come vogliono farci credere.
Come si quantifica la gravità di un caso di artrosi?
Diciamo la verità: i raggi e tutti gli esami non sono in grado di permetterci di quantificare oggettivamente un fenomeno. Più di tanto non si vede.
Penso che abbia ragione chi sostiene che i risultati degli esami non sono conosciuti quanto si crede o meglio che ancora si sta semplicemente facendo esperienza per arrivare a imparare a leggerli ed a interpretarli correttamente.
Ad esempio un medico che applica il metodo Di Bella per i malati di tumore mi spiegava anni fa che spesso gli esami non sono letti bene.
Io ero da lui per una signora mia parente e che aveva un tumore al fegato.
Lui mi fece vedere la prima ecografia che le era stata fatta e che stata considerata negativa, in realtà tale non era.
Se la si osservava attentamente si poteva scorgere un puntolino nero nel punto esatto dove ora c’era il grosso tumore che stavamo cercando di curare. Il puntolino era talmente minuscolo da passare inosservato da chi non conosceva o non aveva preso in considerazione l’importanza di segni anche minimi.
“Vede” mi spiegava ” Se si fosse saputo leggere questo minuscolo segno, sarebbe stato uno scherzo curarlo, preso così all’inizio”.
Questo per dire che chiunque assuma anche qualche informazione in più aggiungendo un’ottica ulteriore oltre quella ordinaria, in questo caso il metodo Di Bella, spesso acquisce la possibilità di fare confronti e di avere conoscenze maggiori rispetto all’atteggiamento comune di dare per scontato che la scienza abbia già raggiunto il massimo dell’efficienza e delle conoscenze.
Non basta la tecnologia, dobbiamo anche imparare ad usarla.
Se impareremo ad usare insieme la tecnologia e la capacità umana di valutare e contattare l’essere umano ammalato che si ha di fronte, potremo assicurarci il benessere e la salute a cui tanto aspiriamo.
Un abbraccio
Eleonora.


